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L’incontro di Quaresima delle Fraternità della zona 3 celebrato a Molfetta domenica scorsa

IMG-20190310-WA0035Vincenzo Bini 13.3.19  “Vivere la Quaresima da spettatori significa distaccarsi dalle proprie comunità, dai colleghi e più in generale da tutte le persone che il Signore ci pone accanto!”. È questa la provocazione con cui fr. Antonio Cofano Ofm, assistente spirituale regionale, ha ‘acceso’ la sua catechesi nell’incontro delle fraternità Ofs della Zona 3 svoltosi a Molfetta, presso la parrocchia S. Achille, lo scorso 10 marzo.

Ci viene chiesto di farci ‘prossimi’, compagni di viaggio, dentro le realtà che viviamo; con la ‘marcia in più’ che contraddistingue un terziario francescano. Che impegno ci mettiamo nel vivere le nostre fraternità? C’è ‘qualità’ nel nostro vivere le devozioni e i tanti impegni di questo tempo di Quaresima? Di sicuro abbiamo fatto una scelta precisa: stare qui, tutti insieme in questo ritiro, “mettendo la bocca alla fontana che ci disseta e ci rinfresca”. In Quaresima è tempo di gioire e… desiderare il Signore, anche davanti alla “terra deserta, arida, senz’acqua” come sono spesso le situazioni della nostra vita, che ci fanno perfino ‘traballare’ la fede. Altrettanto spesso ci viene a mancare il motivo ‘unico’ per stare in fraternità, cioè ‘stare con Cristo!’, con gratitudine, ripartendo dalle “cose nuove” che Lui ha operato in noi, senza distogliere lo sguardo dalla Pasqua! Siamo persone che hanno già fatto esperienza di Dio, che desiderano ancora vederlo nei sacramenti, nell’Eucarestia, nei fratelli. La vita nuova dell’incontro con Gesù – come accadde a Paolo sulla via di Damasco, ci permette di vivere in pienezza anche nella sofferenza. La croce non è una disgrazia, ma una vocazione, una chiamata. Questa è la logica di Dio, che ci rende diversi dai pagani. Siamo invece “creature nuove” che, sostenute dalla Parola di Dio, fanno discernimento insieme ai fratelli, ai sacerdoti, per non essere accomodanti con se stessi e non sentirsi autosufficienti, ma lavorando insieme come somma dei tanti carismi che ci sono stati donati.

Papa Francesco ci esorta a “scavare in profondità”, per ‘stanare’ le paure che si annidano dentro di noi e ci impediscono di vivere bene le attività che ci vengono proposte, per vincere l’accidia che ci attanaglia.

Le nostre fraternità sono spesso attaccate anche da un altro parassita: il pessimismo sterile, che non permette alle nostre relazioni di crescere. Ognuno di noi è chiamato ad essere ‘padre’ e ‘madre’ nelle nostre fraternità, alimentando in senso comunitario il rapporto fra ciascuno di noi e Dio che continua ad operare “grandi cose per noi”. Ci viene chiesto di fare digiuno dalla tristezza: “Gaudete et exultate!”. Come possiamo evangelizzare se il nostro cuore non è pervaso dalla “Evangelii Gaudium”? È la vita che evangelizza, l’esempio, la voglia di andare avanti anche nelle difficoltà, con “fervore e audacia” come dice Papa Francesco, per non sentirci sconfitti, perché la Quaresima porta alla Risurrezione!

Un altro nemico latente a cui dobbiamo dire di no è la mondanità spirituale che si nasconde dietro alla ‘religiosità’ e che sostituisce il benessere spirituale alla gloria del Signore, come i farisei in cerca di gloria gli uni dagli altri. La mondanità spirituale è multiforme, tende all’apparenza, pur non manifestandosi con ‘peccati pubblici’ e quando invade la Chiesa diventa più pericolosa della mondanità materiale.

Infine, la guerra tra noi: il più grosso freno alla nostra azione evangelizzatrice. Questa continua ‘contesa’ che decima le nostre fraternità. La Quaresima, invece, ci porti a dare testimonianza di ‘comunione fraterna’, a scardinare ‘divisioni ataviche’, ad eliminare il “deposito di peccato”, ad esortare al perdono gli uni gli altri, vicendevolmente. Come dice Papa Francesco: “Una fraternità riconciliata è luce che attrae”. Diciamo agli altri che, grazie a Dio, “le cose vecchie sono passate”!

“Spogliati del vestito di lutto e di afflizione” (Bar 5,1), alzati in piedi, rivestiti di luce e vivi da risorto!

Vincenzo Bini

Ministro della Fraternità di Giovinazzo

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