Nell’appressarsi della festa del Perdono la Ministra regionale condivide sentimenti e propositi

perdonoMaria Ranieri 29.07.15  Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, il Signore ci colmi della sua pace! Nell’appressarsi della festa del “Perdono di Assisi” amo condividere con tutti i fratelli e le sorelle – che vivono il Vangelo al modo di S. Francesco e di S. Chiara di Assisi – alcuni sentimenti, pensieri e propositi, che alla luce della nostra fede animano, riempiono e danno senso alla vita quotidiana, aprendola all’infinito.

Tutti riconosciamo le meraviglie, che il Signore continua a compiere nella nostra esistenza nonostante tutto, nonostante il male del mondo, le apparenti assurdità, le debolezze, gli errori, i peccati, che persistono in ciascuno di noi. Celebriamo pertanto questa festa, per gioire di un immenso dono, che Dio dispensa ad ogni uomo: oltre al perdono dei peccati ‘l’indulgenza della Porziuncola’, che purifica dalle colpe, restituendoci tutta la dignità originaria, in cui trionfa la misericordia infinita del Padre celeste e se ne dispiega la tenerezza.

Con il cuore colmo di gratitudine, da cui sale la lode al “Donatore di ogni bene”, con il desiderio di vivere profondamente questo bene viene spontaneo augurare a tutti di lasciarci abbracciare dalla misericordia di Dio e di non sentirci mai soli, in nessun caso abbandonati, perché il Dio di Gesù Cristo è con noi, sempre. A tutti è dato di apprendere da Dio e dalla Madre sua santissima la pazienza, la tenerezza, l’ascolto e di trovare in noi il coraggio di tornare a Lui, qualunque errore ci sia stato nella propria vita.

Auguro di vivere davvero l’incontro con il Dio vivente, di sentire l’urgenza del perdono come dono ricevuto e da donare, quindi la necessità della riconciliazione, della fraternità, dell’amore, che siamo chiamati a diffondere nel mondo. Se la nostra vita è pensata e creata per l’amore, l’unione, la gioia, il perdono di Assisi è un nuovo inizio nell’esistenza di ciascuno e costituisce un’altra possibilità, ed immediata, di stabilire un rapporto nuovo con Dio, con noi stessi e con gli altri.

Dobbiamo imparare, infatti, a condividere questo dono con il mondo intero, cominciando da quelli che ci sono vicini. Oggi, come ieri c’è crisi nella società, ma di fronte al male noi siamo chiamati a riflettere sulla possibilità di una nuova vita, che soltanto il perdono ci apre, poiché esso, ricevuto e donato, ci libera dai peccati e ci permette di ricominciare come veri figli di Dio.

Francesco riconosce nella Santissima Vergine Maria il “documento”, che certifica ed impetra attraverso i secoli il perdono di Dio nei confronti dell’umanità. Attraverso l’esempio e la protezione della Madre noi possiamo più facilmente stare con Gesù Cristo; in tal modo conserveremo più saldamente la familiarità con il Figlio di Dio e Lo imiteremo nell’uscire da noi, per incontrare l’altro e per fare della famiglia, della Fraternità, della Chiesa una “casa di comunione”. È infatti nostro l’impegno di vivere l’umiltà, la dolcezza, la magnanimità, per conservare l’unità e per questo auguro di essere sempre aperti allo Spirito Santo, di pregarLo, Lui che è in se stesso novità, armonia, libertà.

Nello Spirito ci lasceremo sorprendere dal Dio rivelato da Gesù, che ci stupisce con il “vino nuovo” anche oggi, come quel giorno a Cana di Galilea. Auguriamoci di rimanere con Lui, dove ogni difficoltà si trasforma nel vino nuovo dell’amicizia ed insieme potremo camminare con fede nella speranza cristiana e rinnoveremo totalmente gli “otri”, cioè il cuore, tutta la nostra
persona, che, piena di gioia autentica, non potrà che donarla “senza indugio” al mondo con vera carità.

Con San Francesco e attraverso l’aiuto della Santa Chiesa chiederemo anche quest’anno l’indulgenza plenaria. Riconciliati dalla misericordia divina, purificati dalla remissione delle pene, nel nostro tempo e nei luoghi della nostra quotidianità o Altissimu, onnipotente bon Signore, concedi “dove c’è l’odio che io porti l’amore, dove c’è l’offesa che io porti il perdono, dove c’è la discordia che io porti l’unione, dove c’è la tristezza che io porti la gioia“!

Santa festa del perdono!

Maria Ranieri

Ministra regionale

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