L’incontro di Quaresima con don Ciotti celebrato il 25 febbraio dalle Fraternità delle Zone 1 e 2

DSC_0058Vincenzo Parrella 15.3.18  Di getto scrivo queste poche righe ringraziando il Signore, perché mi ricorda spesso che ha tanti modi per parlarci, anche attraverso gli uomini. Uno di questi uomini è sicuramente Don Luigi Ciotti. Non ho dubitato un solo momento ad invitare Don Luigi al nostro incontro di quaresima, quando se ne è presentata l’opportunità. La sua presenza ha sconvolto, non solo i nostri programmi ma anche i nostri cuori, con fendenti che hanno centrato le nostre coscienze.

Ma facciamo un passo indietro…abbiamo deciso, questa volta di iniziare con la Celebrazione Eucaristica per dare spazio alle molte domande che sicuramente sarebbero scaturite sia dalla catechesi prevista, sia dall’incontro/dibattito con Don Ciotti, che sarebbe dovuto arrivare in tarda mattinata. Invece ci ha confidato che ha voluto fortemente pregare con noi, in mezzo a noi.

“I segni sono importanti…” Ringrazio il Signore per la presenza di alcuni assistenti locali e di Padre Gianpiero ASSISTENTE REGIONALE che con grande segno di umiltà ha lasciato spazio a Don Ciotti, che come un fiume in piena, ha impegnato le nostre menti, ma soprattutto nostri cuori, per tutta la mattinata. All’inizio del suo intervento Don Ciotti cita il Cardinale Martini. “Dio non è Cattolico…perché è di tutti ed ama tutti…e ci invita ad andare incontro a tutti”. Siamo chiamati ad essere coscienza critica della società in cui operiamo, a “saldare la terra ed il cielo”. Papa Francesco ci dice che “lo Spirito parla ai lontani, la Chiesa non lo ingabbi” e che “Dio ascolta i suoi figli nel dolore”… ecco il senso dell’accogliere, il Figlio e la Madre. “Sfiducia, apatia e rassegnazione sono i demoni che tentano i credenti” (cita. Papa Francesco), siamo chiamati a sconfiggere la cultura della DELEGA, per cui tocca sempre ad altri “fare qualcosa”, “porre rimedio”… oppure “Non cambia mai niente!!!”

Paolo VI, nella sua Evangelii nuntiandi, ci invita ad essere coraggiosi nelle scelte, essere “spine nel fianco dell’inappagato” (cit. Don Tonino Bello). Non può bastare una fede devozionistica, è una cosa buona…ma non Basta!!! La Chiesa deve camminare per gli altri non per se stessa, ad occuparsi degli ultimi, solo così sarà spina, solo così cielo e terra si toccheranno. “È il noi che conta…” fare nostro l’impegno per la giustizia sociale, metterci i panni degli altri, così come fece Francesco d’Assisi. Il tema dell’accoglienza, richiamato nel titolo scelto per questo incontro di quaresima, può essere sviluppato in “prendersi cura”, così come fece Gesù sulla croce, si prese cura di sua madre.

Così nasce il Gruppo Abele, l’associazione Libera che raccoglie migliaia di associazioni in tutto il mondo (tra cui anche la CEI), da un incontro, con l’altro, il diverso, l’emarginato…con Cristo. Don Ciotti, di questi incontri ne fa memoria e gira tutto il mondo per informare e formare, ne da testimonianza anche a noi raccontando storie di illegalità, di mafia. Come quella del magistrato Giovanni Falcone e del magistrato Rosario Livatino di cui è in corso la causa di beatificazione. Nei suoi scritti Rosario Livatino ci consegna questa frase “Alla fine non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati CREDIBILI”.

Vincenzo Parrella

Consigliere regionale

Delegato/animatore Fraternità della Zona Due

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