Lasciate il mondo migliore di quanto l’abbiamo trovato… e l’acqua Fonte di vita

fontana-danzanteLucia Magaldi 27.2.18  L’acqua evoca l’origine del mondo. Quando “fu creato il cielo, la terra e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio” la bellezza del creato viene trasfusa dalle mani del Creatore alle Sue creature; le idrie di pietra, trasformate da Gesù in anfore colme di vino, sono immagini del miracolo di Cana. Sulla sommità del monte Subasio, che guarda il Velino, il fiume ispira san Francesco alla stesura della Regola; l’acqua abbonda nell’acquasantiera e si costringe nell’aspersorio: l’arte, la poesia, il diritto, la religione sono generati qui e diventano patrimonio di tutti. Così, la fraternità prende in prestito l’esempio aulico e sceglie la denominazione FONTE DI VITA che diventa, nella pratica quotidiana, vigore, freschezza, gioia, per dissetare i professi dall’arsura del peccato: come sgorga dai Monti Dauni e invade il lago di Occhito della nostra terra di Puglia arriva alle fontane per essere bevuta in palmo di mano. Riempie gli orci di terracotta ed esprime la sua inesauribile bellezza nei flussi delle onde, negli scrosci di pioggia, nei salti dei torrenti prima di tornare in cielo a gonfiare le nubi.

L’acqua è salvezza: protegge Noè dal diluvio e Mosè dal mar Rosso.

L’acqua è purificazione: nel battesimo incontra il primo sacramento.

L’acqua è nutrimento: al pozzo di Sichar la samaritana appaga il suo cuore orante.

L’acqua è purezza: Maria alla fonte lava la tunica e affida gli schizzi al vento.

L’acqua è ricchezza: tradizione sapienziale e grandezza di misericordia.

L’acqua è vita: nasce dal liquido ogni creatura e finché viene al mondo vuol dire che Dio non è stanco degli uomini.

L’acqua è storia: culla delle grandi civiltà umane e disastri naturali.

L’acqua è bellezza: il deserto del mondo torna ad essere giardino, luogo di riconciliazione col prossimo e con se stessi, in ogni fraternità: qui, i professi scelgono la dimensione spirituale ordinando gli impegni temporali secondo la volontà vocazionale per evitare che l’acqua ristagni in pozze di fango e riduca a poltiglia i valori umani.

C’è la firma di Dio nella bellezza di ogni cosa. Il tema del bello ricorre spesso nelle Scritture: Gesù è il “Bel Pastore” prima d’ essere “Buono” come risulta in Giovanni cap. 10 e san Francesco ci elegge “custodi della natura” tanto che, nel 1523 fra’ Aurelio e il suo discepolo Marsilio, a Celenza Valfortore fondano la prima scuola-casa n. 184 nelle modeste stanze della chiesa di san Giorgio, per apprezzare la bellezza del Creato. Fino ad oggi il concetto non è stato mai abbandonato; persino il premio Nobel per la pace, il religioso Tutu, qualifica la terra IMMAGO DEI ed io, che sono stata scout, resto fedele al monito di Baden Powell “lasciate il mondo migliore di quanto l’abbiamo trovato” certa che “la bellezza salverà il mondo” come invocano il Nostro Pontefice e tutta l’umanità.

Lucia Magaldi

Ministra della Fraternità/Celenza Valfortore

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