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Ordine Francescano Secolare di Puglia » In ricordo di Vito Tridente, terziario della Fraternità SS. Crocifisso di Giovinazzo
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In ricordo di Vito Tridente, terziario della Fraternità SS. Crocifisso di Giovinazzo

Vito (3)Vincenzo Bini 30.6.19  Lo stesso fra Leonardo riferì che un giorno il beato Francesco, presso Santa Maria degli Angeli, chiamò frate Leone e gli disse: “Frate Leone, scrivi”. Questi rispose: Eccomi, sono pronto”. Scrivi – disse – quale è la vera letizia”. “Viene un messo e dice che tutti i maestri di Parigi sono entrati

nell’Ordine, scrivi: non è vera letizia. Così pure che sono entrati nell’Ordine tutti i prelati d’Oltr’Alpe, arcivescovi e vescovi, non solo, ma perfino il Re di Francia e il Re d’Inghilterra; scrivi: non è vera letizia. E se ti giunge ancora notizia che i miei frati sono andati tra gli infedeli e li hanno convertiti tutti alia fede, oppure che io ho ricevuto da Dio tanta grazia da sanar gli infermi e da fare molti miracoli; ebbene ti dico: in tutte queste cose non è la vera letizia”. Ma quale è la vera letizia?”.  “Ecco, io torno da Perugia e, a notte profonda, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che, all’estremità della tonaca, si formano dei ghiacciuoli d’acqua congelata che mi percuotono continuamente le gambe fino a far uscire il sangue da siffatte ferite. E tutto nel fango, nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e, dopo aver a lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: “Chi è?”. Io rispondo: “Frate Francesco”. E quegli dice: “Vattene, non è ora decente questa, di andare in giro, non entrerai”. E poiché io insisto ancora, l’altro risponde: “Vattene, tu sei un semplice ed un idiota, qui non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali non abbiamo bisogno di te”. E io sempre resto davanti alia porta e dico: “Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte”. E quegli risponde: “Non lo farò. Vattene al luogo dei Crociferi e chiedi là”. Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera letizia e qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima”.

Così era il nostro fratello Vito: un uomo sempre lieto, sereno… quasi imperturbabile. Una persona che ha saputo infonderei sicurezza. Una persona che, con il suo esempio ci ha insegnato cosa fosse la perfetta letizia e cosa volesse dire essere francescani. Vito, sarà impossibile dimenticare lo sguardo fraterno paterno e amorevole con cui hai accolto nella tua vita tanti di noi. A volte sembrava quasi che restassi assorto, assente, davanti alle nostre debolezze, ma lo sappiamo: in quei momenti pregavi per noi! E ora che sei nella dimora celeste, continua a pregare per noi da lassù, caro fratello… Il suono della tua fisarmonica si unirà a quello delle cetre degli Angeli musicanti e sarà ancora festa! Noi, tuoi fratelli e tue sorelle in Francesco e Chiara, in Ludovico ed Elisabetta e nei coniugi Lucchese e Bonadonna, non ti dimenticheremo!

Vincenzo Bini

Ministro della Fraternità di Giovinazzo

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