A Turi il Ritiro di Avvento delle fraternità della Diocesi di Conversano-Monopoli Zona 4

RitiroAvventoZona4ConvMonop_2015_1Tonia Delfine 05.12.15  Domenica scorsa, 29 Novembre, in coincidenza con la memoria di Tutti i Santi dell’Ordine Francescano, le fraternità OFS della Diocesi di Conversano – Monopoli si sono incontrate per celebrare insieme il tradizionale Ritiro d’Avvento, ospitate nella struttura “Mamma Rosa” di Turi. Dopo una lauta colazione offerta dai fratelli e dalle sorelle della Fraternità di Rutigliano e dopo aver pregato insieme le Lodi mattutine, le fraternità si sono messe in ascolto del relatore, Fr. Alfredo Marchello, Ministro Provinciale dei Frati minori Cappuccini di Puglia, che ha guidato la riflessione sul tema del ritiro “Abitare le periferie: via per la fraternità”. Fra Alfredo ha esordito ricordando che l’invito di Papa Francesco ad andare nelle periferie non è, di fatto, per la Chiesa un invito “nuovo”, ma è quello che Gesù stesso ha invitato a fare sin dal primo momento in cui la Chiesa è stata fondata.

Ha anche sottolineato come agli occhi di Dio non ci sia nulla di più potente della Chiesa, perché è abitata da Dio stesso, ed è un dono di Dio per il mondo. E’ per questo che il papa chiede di “uscire”, di allargare lo sguardo sulla nostra vocazione. Fra Alfredo ha ricordato che Gesù ci dice che “siamo Luce del mondo, Sale della Terra”, ma non perché dobbiamo dare sapore, ma per conservare, per evitare la corruzione di quello che Lui ha creato. Abbiamo quindi una bella responsabilità e se il mondo è quello che è, è perché i cristiani non sono quello che dovrebbero essere. Il rinnovamento voluto da Papa Francesco, quindi, è semplicemente l’invito ad essere Cristiani autentici, uscendo dai nostri schemi.

Siamo stati invitati a riflettere sulle nostre fraternità e comunità, a vedere i nostri fallimenti e capire cosa c’è che non va alla luce del fatto che spesso ci lasciamo prendere da noi stessi, senza affidarci a Dio, senza ricordarci che Dio ha voluto la nostra Chiesa. Per rinnovarla è necessario che ognuno di noi riconosca di essere “malato” e bisognoso, ma anche avere una grande fede per lasciarsi guarire, riconciliare. Una volta riconciliati, possiamo andare nelle periferie a Riconciliare il mondo con Dio, ricordandoci che Lui non è arrabbiato, ma ci ama in Cristo. Fra Alfredo ci ha ricordato, inoltre, che esistono due Chiese: una reale, e una di facciata. Bisogna riconoscerlo. È un po’ come nella parabola del grano e della zizzania. La Chiesa, quella di facciata, è quella piena di aspetti che non guardiamo o che curiamo con superficialità. Le due chiese apparentemente sono uguali e non spetta a noi dividere il buono dal malvagio.

Riprendendo la lettera agli Efesini, ha ricordato che a noi spetta comportarci in maniera degna di quello che siamo, strumento di Dio, sopportando con pazienza, umiltà, ricordando che dobbiamo entrare in relazione con le fragilità l’uno dell’altro. L’unità/unicità della Chiesa è data dalla presenza di Dio in essa, e a noi spetta il compito di preservarla con la Pace, nella nostra molteplicità e complementarietà di caratteri, talenti e ricchezze.

La riflessione di Fra Alfredo ha sollecitato diversi interventi che hanno fatto sì che la riflessione continuasse.

Dopo la celebrazione della S. Messa e la condivisione fraterna del pranzo, l’assemblea si è riunita in una bella e significativa celebrazione dedicata a Maria, porta dell’Avvento.

Tonia Delfine

Fraternità di Putignano

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