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OFS Puglia - Chi siamo

Tra le famiglie spirituali, suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa [1], quella Francescana riunisce tutti quei membri del Popolo di Dio, laici, religiosi e sacerdoti, che si riconoscono chiamati alla sequela di Cristo, sulle orme di S. Francesco d'Assisi. In modi e forme diverse, ma in comunione vitale reciproca, essi intendono rendere presente il carisma del comune Serafico Padre nella vita e nella missione della Chiesa

[REG. cap. 1 art. 1]


Il terz’ordine francescano è la componente laicale della Regola e Vita proposta da Francesco ottocento anni fa; esso, se vuole rivelarsi quale Beatitudine per tutti (cfr. Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, pag. 103), è chiamato, più che mai oggi, ad avvicinarsi alla dimensione alta della fede dei primi cristiani, rischiando se stessi per contribuire all’edificazione di un regno fondato sul servizio dell’uomo spesso emarginato e disorientato. S. Elisabetta ci ha insegnato che servire è regnare (cfr. Colletta B del Messale Romano nella Solennità di Cristo Re, pag. 1013) e spendere la propria vita per il mondo è la realizzazione più nobile che l’uomo possa sperimentare; donarsi all’altro, chiunque esso sia, è splendere della luce del Risorto, perché chi ama il prossimo con gli stessi sentimenti di Cristo (cfr. Fil 2, 5) vive e rende visibile la sua risurrezione.


Con Cristo alla sequela di Francesco, l’intestazione delle nuove linee guida della Fraternità regionale dell’OFS di Puglia e Molise, significa essere discepoli di Gesù alla maniera del poverello d’Assisi. Il giovane assisiano si è lasciato coinvolgere totalmente dall’invito del Crocifisso di san Damiano a riparare la sua Chiesa (cfr. FF 1411) ed egli, prendendo l’armatura di Dio… cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace (Ef 6, 13), ha riempito la terra della perfetta letizia evangelica. Seguire il Serafico Padre è impegnativo perché ogni cosa va realizzata con l’umiltà della professione secolare…, protesi verso la profonda comunione interiore con Cristo (Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, pag. 103). Essere, tuttavia, nel mondo quali cristiani che vivono in città…, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita (Lettera a Diogneto). Ecce homo novus!


Data creazione : 06/12/2004 @ 04:00
Ultima modifica : 15/02/2009 @ 11:41
Categoria : OFS Puglia
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