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Commissione GPSC - Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato


PREMESSA

Si comincia bene ogni iniziativa se puntiamo lo sguardo ai nostri santi ispiratori Francesco, Chiara ed Elisabetta. Possiamo affermare che essi irradiavano nel loro ambiente, ed ancor oggi a noi, una pace che non era il risultato solo di uno sforzo umano. Furono toccati profondamente dal Mistero dell’Incarnazione di Dio, attingendo da Cristo Povero e Crocifisso quella Pace di cui godevano, pur nel disagio e nella povertà delle situazioni nelle quali avevano scelto di vivere. Ci incoraggia constatare che tale scelta, verso la Chiesa e la società loro contemporanea, risuonò molto più efficace di una più polemica e critica presa di posizione: Madonna Povertà era per loro compagna essenziale per apprezzare Dio attraverso le creature. Forte è il richiamo che i nostri santi ci suggeriscono con il distacco dalle cose del mondo e, nello stesso momento, tramite la lode al Creatore per le sue Creature (Laudato sii mi’ Signore….). Lodando il Signore la nostra mente va inevitabilmente a considerare il Paradiso Terrestre: l'ambiente e la situazione ideale dove tutto viene da Dio (gratis = con grazia). Il Signore vede in ogni evento “una cosa buona”, in sovrabbondanza di ordine ed equilibrio, tutto a disposizione di tutti, in una armonia di Giustizia e di Pace.

Contempliamo poi l’umanizzazione di Dio nella figura del suo figlio Gesù, che unisce il sacro all’umano concretamente, come pragmatica fu la spiritualità dei nostri fondatori.

La testimonianza che offriamo nasce dalla sintesi tra la visione splendida del Paradiso Terrestre, che sta alle origini della vita sulla terra, e la prospettiva escatologica della Vita piena nella contemplazione del Volto di Dio in cui noi credenti speriamo.

Il cammino di Giustizia e Pace è quindi contraddistinto da un impegno concreto per un mondo più giusto, secondo i criteri di Dio, realizzabile attraverso un’armoniosa pace della umanità, e tra gli uomini e Dio stesso.

Giustizia, Pace e Vita non è quindi un’opzione, un di più del francescano, ma ne è l’essenza. Infatti la storia del terz’ordine è un percorso di otto secoli di amore per il bene comune caratterizzatosi per la scelta della povertà evangelica a favore di un’attenzione civile e sociale di frati e laici in modo particolare a vantaggio degli esclusi, gli emarginati della società. Ai terziari si deve infatti la realizzazione di opere di misericordia quali i primi ospedali e farmacie con le prime soluzioni di finanziamento più equo assieme a forme di animato impegno politico.

Sulle orme di Francesco i terziari saranno operatori di pace impegnati in ogni forma concreta ed attiva di partecipazione alla vita sociale-politica per dare a quest’ultima una nuova anima, coinvolti in un processo di armonizzazione con il creato e con le creature che porti a difendere ed a valorizzare i beni naturali come l’acqua. Ci sentiamo interpellati al rispetto dei diritti della persona, attraverso la testimonianza di conversione che passa nell’esercizio di cittadinanza fondata sul rispetto dei diritti di ogni uomo, perché “immagine e somiglianza di Dio”, e sul riconoscimento che in Cristo siamo figli dello stesso Padre e quindi tutti fratelli. Uomini del Terzo Millennio, siamo chiamati a seguire Cristo alla maniera di Francesco, di fronte al dramma delle fratture socio-economiche che dividono sempre più il nord dal sud del mondo. Ci ritroveremo impegnati a sviluppare la cultura della solidarietà, dell’accoglienza e del dialogo e, come Francesco seppe affrontare i “lupi” del suo tempo, cambiandoli, così noi ci adopereremo per far crescere la cultura della legalità.


OBIETTIVO

Incorporati nel cammino della Chiesa, Madre e Maestra, alla luce delle indicazioni del Centro Nazionale OFS Minori ed in continuità con quanto è stato svolto negli anni, intento della nostra azione sarà quello di far crescere il carisma francescano tradizionale coniugandolo al meglio con i problemi e le esigenze di oggi. Pertanto, considerato che come francescani siamo incorporati in fraternità, il nostro sforzo sarà quello di dare indicazioni pratiche e semplici che i singoli terziari e le fraternità intere possano seguire.

Abbiamo individuato le seguenti sette tipologie di impegno concreto:


  1. Impegno per la pace

  2.       “      socio-politico

  3.       “      per la Salvaguardia del Creato e per la riscoperta della Cultura contadina

  4.       “      per la Difesa, la Promozione e la Custodia della Vita Umana

  5.       “      per una Economia ed un Consumo Etici

  6.       “      per la Cultura, della Solidarietà, dell’Accoglienza e del Dialogo

  7.       “      per la Cultura della Legalità e per la Pastorale Carceraria.


LE FORME DI IMPEGNO

Per prevedere lo sviluppo del lavoro della Commissione Regionale JPV vi elenchiamo le sette tipologie di impegno e per ognuna di esse i primi spunti emersi dalla programmazione della Commissione regionale. Come si evince si tratta in alcuni casi di attività a livello personale, in altri di proposte alle quali la fraternità locale o regionale è consigliabile che si attenga. La Commissione rielabora queste assieme ad altre potenziali idee in modo da fornire ai responsabili locali strumenti concreti per coinvolgere i singoli terziari e, soprattutto, i novizi i quali sono chiamati nel loro cammino formativo ad assumere un impegno individuale a favore degli ultimi.





  1. Impegno per la pace

  • Prendere coraggiosa posizione pubblica a favore della Pace in ogni angolo della terra, deprecando decisamente la guerra quale strumento di risoluzione o prevenzione delle cattive relazioni fra i popoli, o le etnie, o i gruppi.

  • Relazionarsi agli altri movimenti che lavorano per la pace, pur nella nostra specificità di essere “portatori di pace”.

  • Sostenere la non-violenza ed il dialogo quale azione energica dell’uomo che tenda a fare dell’Universo intero una grande fraternità.

  • Irradiamo nei nostri ambienti quotidiani (lavoro, scuola, famiglia, fraternità) la Pace ed il Bene del nostro saluto, diffondendo sinceramente gioia e letizia.


  1. Impegno socio-politico

  • Ritenendo la politica come la forma più piena della carità (Paolo VI), occorre sollecitare il passaggio da una mentalità di delega ad una di impegno attivo e diretto

  • E’ importante relazionare la propria attività con le scienze sociali, psicologiche e politiche, e valorizzare gli interventi a favore della vita, dell’uomo e del creato da questi promossi.


  1. Impegno per la Salvaguardia del Creato

  • Sollecitiamo la funzione pubblica al rispetto del creato

  • Convertiamo l’umanità all’ecologia riportando il mondo alle condizioni del progetto del Creatore

  • Aderiamo alla raccolta differenziata dei rifiuti ed adottiamo un uso oculato dell’acqua.

  • Riscopriamo nelle culture contadine dei nostri paesi e dalla quale proveniamo quasi tutti quella semplicità di stili, quella sobrietà di consumi, quel diffuso senso di dipendenza ed affidamento a Dio.

  • Rendiamo preghiera il nostro lavoro quotidiano poiché esso è la continuazione del progetto del Creatore.

  • Nel rispetto del proprio corpo come dono di Dio, evitiamo sovrabbondanza di cibo o la imposizione di drastiche diete a volte violente verso di esso. Privilegiamo il movimento fisico, le passeggiate senza auto, l’uso dei mezzi pubblici; ci fa bene e inquiniamo meno.

  • Facciamo stabilmente nostro uno stile di vita sobrio ed essenziale più propriamente francescano e trasferiamolo amorevolmente ai nostri figli in seno alla famiglia, prima culla di Giustizia, Pace ed Amore.


  1. Impegno per la Difesa, la Promozione e la Custodia della Vita Umana

  • Promuoviamo forme individuali e organizzate di volontariato in favore degli anziani e degli ammalati, a cominciare dai terziari ammalati ed allargando il nostro raggio di azione, fino a giungere i sofferenti del territorio.

  • Attiviamo il volontariato presso centri specializzati e case protette che si prendono cura dei portatori di handicap.

  • Deprechiamo la manipolazione biologica sull’uomo e sulle altre creature.

  • Sposiamo le iniziative di solidarietà delle nostre fraternità: Casa di accoglienza S. Elisabetta (Foggia), Exsultet (Altamura), Famiglia per tutti (Bari). Favoriamo e promuoviamo adozioni permanenti nelle nostre famiglie ed apriamoci a quelle a distanza.

  • Guardiamo attentamente ai bisogni di chi ci sta vicino, i genitori, i figli, gli ammalati, gli anziani, chiunque sia bisognoso del nostro amore.

  • Difendendo la vita, dall'inizio alla fine, non accettiamo sotto alcun pretesto l’eutanasia, poiché siamo convinti che Sorella Morte è l’apice della vita la quale è un dono e che si dona e porta alla Resurrezione.

  • Scegliamo e promuoviamo l’utilizzo dei “metodi naturali di regolazione della fertilità” nelle coppie.


  1. Impegno per una Economia ed un Consumo Etici

  • Occorre richiamare i responsabili delle nazioni a promuovere, nelle loro politiche estere, progetti di sviluppo e aiuto verso il terzo mondo, a sollecitare forme di volontariato ed a condonare il debito ai paesi più poveri, favorendo la loro autodeterminazione.

  • Pur mostrando sospetto verso i grandi capitali, bisogna invocare un uso etico di essi: spesso gli interessi finanziari non vanno a braccetto con la dignità dell’uomo.

  • E’ auspicabile promuovere e favorire e la Banca Etica.

  • Comprare alimenti ecologici non transgenici o biologicamente modificati.

  • Eliminare dal nostro carrello i prodotti delle multinazionali che sfruttano, (Coca-Cola, Nestlè, etc…), inquinano o che hanno avuto in qualche modo influenza sulle politiche di guerra.

  • Non andiamo per negozi nei giorni dedicati al Signore: se ci manca qualcosa andiamo a chiedere dal nostro vicino, miglioriamo così anche le nostre relazioni interpersonali.

  • Acquistiamo prodotti locali, quelli senza marca, per aiutare le piccole aziende, compriamo dalle Botteghe del Mondo i prodotti del commercio equo e solidale.

  • Adottiamo in famiglia bilanci di giustizia riservando ad opere di carità risorse sistematiche e non solo il superfluo, in un clima di comunione e restituzione.


  1. Impegno per la Cultura della Solidarietà, dell’Accoglienza e del Dialogo

  • Nello Spirito di Assisi considerare la dimensione pacifica presente nella maggior parte delle altre religioni.

  • Richiamati dalla emergenza dei grandi flussi migratori in atto nei nostri giorni, dobbiamo sostenere amorevolmente e rispettosamente contatti con le altre culture, usi, religiosità, favorendo un clima di tolleranza dapprima e di integrazione poi, ricordandoci che il nostro specifico è l’amore per il prossimo e la sua accoglienza.

  • Sosteniamo il volontariato verso i fratelli migranti, Casa S. Elisabetta (Foggia).

7. Impegno per la Cultura della Legalità E PER LA PASTORALE CARCERARIA

  • Operare nella prevenzione e nel recupero delle devianze minorili.

  • Condannare decisamente tutti i terrorismi di reazione, anche se originati da forme di povertà, sfruttamento, o disperazione storica.

  • Denunziare fermamente ogni forma di sfruttamento dell’uomo e di criminalità organizzata.

  • Ritenere l'evasione dalle tasse non solo un reato civile, ma un grave atto contro la morale cristiana.

  • Attivarsi in favore della Pastorale Carceraria. La nostra Provincia Religiosa ha intrapreso da alcuni anni un impegno specifico in questo particolare ambito avviando l’attività di una Commissione formata da religiosi e laici. Con la sua collaborazione si realizzerà questo servizio. Nelle tre zone della Provincia sono già attive modalità di intervento, alle quali occorrerà rapportarsi, promuovendo nelle nostre fraternità locali incontri di pastorale penitenziaria per la formazione dei volontari.

  1. L’assistente volontario penitenziario è una persona il cui fine è quello di cercare di aiutare il detenuto nella risoluzione di problemi morali, culturali ed assistenziali, volontariamente, senza alcuna retribuzione.

  2. Il carcere va ripensato e rivisto in una logica rieducativa e risocializzativa, pertanto, deve dare la possibilità di ritrovare un senso alla propria esistenza da parte di quelle persone che hanno commesso degli errori.

  3. Nel ricoprire il proprio ruolo nel sistema degli interventi penitenziari, il volontariato non deve però accettare deleghe improprie, sostituendosi allo Stato o improvvisandosi risolutore di qualsiasi problema. Il valore di questa forma di intervento va oltre il semplice “ fare del bene”; rimanendo pur sempre un’opera donata gratuitamente e spontaneamente, esso espande il significato della propria azione caritativa ad una solidarietà impegnata, operativamente e politicamente rilevante.

  4. Il volontariato con il suo lavoro all’interno dell’istituto penitenziario cerca paradossalmente di “rendere il carcere sempre meno carcere”, superando i diversi ostacoli che incontra durante l’attuazione dei programmi; tuttavia la gratificazione individuale e sociale risultante da questo impegno giustifica ampiamente la dedizione, il tempo utilizzato, nonché gli inevitabili inconvenienti rilevati.

In concreto, alcune forme di impegno saranno le seguenti:

  • Centro di ascolto per un sostegno morale con colloqui individuali e di gruppo

  • Attività culturali e ricreative (progetto Biblioteca, cineforum, torneo di calcetto)

  • Catechesi, Preparazione ai Sacramenti, Animazione Liturgica, Catechesi Biblica, Animazione del Rosario

  • Ponte tra detenuto e società civile (famiglie, parrocchie, comuni, enti, etc...) e sintesi di ogni intervento mirato e personalizzato ad una migliore reintegrazione nel territorio e nella comunità di appartenenza

  • Sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi della sicurezza, della pena, dei diritti civili attraverso seminari, incontri ed iniziative pubbliche

  • Progetti di accompagnamento e di reinserimento sociale, familiare e lavorativo

  • Sostegno alle famiglie dei reclusi con incontri di formazione

  • Corrispondenza con persone detenute

  • Ricerca ed attività di volontariato per detenuti in semilibertà ed affidamento.


IL RESPONSABILE LOCALE GIUSTIZIA, PACE E DIFESA DELLA VITA (JPV)

E’ opportuno che ogni fraternità nomini il responsabile JPV, il quale sarà un componente del Consiglio locale, e che i delegati JPV siano “formati” e particolarmente “vocati” a tale settore. Secondo l’articolazione, a livello locale, dell’attività dell’ambito in questione e tenendo conto della diversa tipologia di impegni possibili, il responsabile locale JPV sceglierà dei collaboratori, fino a formare una vera e propria Commissione locale.


LA COMMISSIONE REGIONALE JPV

Il Responsabile Regionale JPV si incontrerà con tutti i delegati locali e costituirà, tenendo conto delle competenze specifiche relative agli impegni individuati e delle esigenze territoriali, la Commissione Regionale, la quale sarà l’organismo propulsore di questo ambito.


LIVELLI DI IMPEGNO

  1. La Commissione Regionale JPV provvederà ad elaborare per ciascuna delle sette aree di impegno alcune proposte concrete tali da poter coinvolgere sia i singoli terziari che le intere fraternità. Questo perchè riteniamo fondamentale impegnarci tanto in realizzazioni significative, commisurate ad una intera o più fraternità congiunte, quanto in piccoli, ma incisivi interventi compatibili con le possibilità di ogni membro.

  2. Occorre che ciascun terziario arrivi ad individuare bene “il lebbroso” della sua vita e a favorirne l’incontro e l’abbraccio, per fare ciò sarà fondamentale il lavoro di animazione dei delegati che dovranno formare i terziari ed offrire loro tutti i suggerimenti necessari per la pratica di vita. Ovviamente bisognerà tener conto delle differenze tra le varie fraternità e tra i terziari della stessa fraternità e, quindi, a seconda dei casi occorrerà guidare a:

    • forme di approccio al volontariato

    • modi di volontariato organizzato presso terzi

    • intrapresa di attività autogestite.


STRUMENTI, MODALITA’, CONTENUTI

  1. Censire e conoscere meglio le proposte già in essere nelle nostre fraternità o quelle realizzate dal Primo Ordine.

  2. Formare i delegati locali JPV.

  3. Promuovere le iniziative delle giornate particolari già scandite nel Calendario Liturgico e in quello Ordinario in collaborazione con la Gifra: la Giornata della Pace (1° gennaio), la Giornata del ringraziamento, “Dipingi le piazze di pace” (febbraio), la Giornata della vita (1ª domenica di febbraio), le Marce locali per la Pace, “Lo Spirito di Assisi” (27 ottobre).

  4. E’ opportuno che il delegato JPV si rapporti a tutti gli altri delegati per l’evangelizzazione ed in particolare a quelli per la famiglia; ciò per valorizzare quest’ultima come soggetto di JPV nella adozione di bilanci di giustizia, di un impegno per la vita, etc...

  5. Far riferimento alla Regola, alle Costituzioni ed alla Cartula.

  6. Utilizzare gli strumenti offerti dalla Scuola di Pace e dai momenti formativi a livello nazionale.

  7. Nell’ambito regionale si attivi un utile percorso formativo, fatto di incontri a vari gradi promossi dalla Commissione JPV.

  8. A livello locale si realizzino incontri relativi ai sette impegni individuati, in particolare durante le celebrazioni dei nostri patroni.

  9. Conoscere meglio la vita e le opere dei francescani che hanno testimoniato coraggiosamente nella storia la propria vocazione: S. Elisabetta, Santa Margherita da Cortona, Giorgio La Pira, don Tonino Bello, Madre Teresa, i Coniugi Beltrame Quattrocchi ed altri grandi testimoni.

  10. Riprendere i momenti di preghiera per la Pace con le sorelle Clarisse.


Data creazione : 15/02/2010 @ 00:01
Ultima modifica : 15/02/2010 @ 00:03
Categoria : Commissione GPSC
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