‘Francescani chiamati alla santità’, un’esperienza coinvolgente da riportare in Fraternità

DSCF5610Maria Napoleone 07.9.18  Nella nostra società dedicare del tempo esclusivamente al silenzio, all’ascolto, alla preghiera, alla verifica della propria vita di fede e alla cura della vita fraterna sembra improponibile, anche se l’uomo d’oggi avverte forte il bisogno di ritrovare se stesso lontano dal frastuono della vita frenetica di ogni giorno, per ricaricare le proprie energie e rivedere la propria identità di persona umana, di cittadino di questo nostro mondo, e -per noi credenti in Dio nel contesto attuale- anche per ricollocarci, come credenti, al giusto posto nella storia.

L’OFS di Puglia ha lanciato, per il secondo anno consecutivo e con una buona partecipazione, l’esperienza di un mini corso di Esercizi Spirituali, perché fosse di stimolo ad un sempre maggiore impegno di vita cristiana e di missione nel mondo di oggi, secondo lo stile di Francesco e di Chiara di Assisi e lo ha realizzato a Conversano presso l’Oasi Sacro Cuore nei giorni 31 agosto-2 settembre uu. ss. Il tema previsto, di grande attualità ed urgenza oggi, ha suscitato grande interesse: “Francescani chiamati alla santità”, approfondendo l’Esortazione Apostolica di papa Francesco del 19 marzo 2018 “Gaudete et exsultate”.

La partecipazione è stata sia per età che per provenienza geografica e esperienziale molto varia; alcune Fraternità erano molto rappresentate: Capurso, Valenzano…; altre meno, ma tutte coinvolte nel desiderio di crescita nella vita spirituale che si esprima in gesti di fede, di solidarietà e di servizio.

Fr. Antonio Cofano OFM, con la collaborazione di fr. Giampiero Ritrovato OFM Capp, entrambi assistenti regionali OFS, ha animato le giornate e ha reso il contenuto della Esortazione accessibile, semplice e concreto, stimolando alla presa di coscienza del proprio cammino di fede ed orientando i partecipanti a meglio conoscere se stessi, i propri impegni e le proprie responsabilità nel mondo e nelle realtà terrene in cui Dio ci ha posti a vivere, a  operare e a discernere in noi tendenze, attitudini e scelte preferenziali e modalità di vivere le Beatitudini nell’oggi della storia. La santità -oggi come sempre- infatti, si sostanzia di vita vissuta in Dio e nel servizio ai fratelli, nello stile delle Beatitudini evangeliche.

Il documento del Magistero, in stretto riferimento ai vari capitoli, è stato presentato e reso concreto in quattro meditazioni: -La chiamata-; -La sequela-; -La santità nell’oggi della nostra storia-; -Discernimento, vigilanza e combattimento-.

 Gli spazi liberi tra le meditazioni sono stati dedicati alla riflessione personale guidata, alla preghiera comunitaria davanti all’Eucarestia, agli incontri liberi con i sacerdoti presenti per colloqui, confessioni, verifiche e per quanto potesse essere avvertito come esigenza dai partecipanti.

 L’accoglienza da parte della Fraternità regionale e reciproca dei partecipanti è stata eccellente, favorita dall’ambiente invitante al silenzio e alla riflessione ma anche alla memoria di un passato di vita francescana che è stata vissuta per secoli nella struttura (ex convento francescano santificato anche dalla permanenza del beato Giacomo da Bitetto).

L’ospitalità sobria ed essenziale è stata arricchita da pasti molto vari, gustosi e abbondanti che, al momento della consumazione in serena letizia, hanno favorito la conoscenza reciproca e lo scambio fraterno fra i partecipanti di provenienza geografica diversa.

Tutto ha agevolato la ricerca del “Volto di Dio”, l’incontro personale con il Signore, la preghiera di intercessione della Mamma celeste che, nel Santuario annesso all’Oasi si venera con il titolo di Maria SS. dell’Isola.

Ciascun partecipante si è portato nella mente, nel cuore e nella vita una ricchezza di contenuti, di relazioni e di preghiera che non potranno lasciare indifferenti nel vivere quotidiano e nelle relazioni fraterne nelle Fraternità di provenienza, ma anche nello svolgimento della missione che Dio affida a ciascuno nel quotidiano. Sguardi, volti, relazioni serene e gioiose hanno caratterizzato coloro che si salutavano per tornare alle loro residenze di provenienza. Credo che sia stata per tutti una ricca esperienza, goduta ampiamente dai partecipanti, da riportare nelle realtà locali, stimolando a partecipazioni sempre più ampie ad  iniziative  simili che aiutano a maturare nella fede, nella vita fraterna, nella vita quotidiana.

Ciascuno dei partecipanti, tornando nel proprio ambiente di vita, si porta nel cuore il messaggio di papa Francesco e tanti interrogativi a cui rispondere con la vita:

  • La santità è per tutti; è per ogni uomo di buona volontà; è chiesta a ciascuno da Dio nel concreto della propria esperienza di vita unica ed irrepetibile. Ci dobbiamo chiedere spesso “Quale è la mia esperienza di Dio?”, ”Come sta crescendo oggi la mia fede?”, ricordando che, come cristiani e come francescani, la nostra vocazione è quella di essere “strumenti di pace”. Facciamoci guidare dai santi: don Tonino Bello, san Pio da Pietrelcina, “i santi della porta accanto” riconosciuti tali dalla Chiesa ma anche da tanti che testimoniano Cristo con la loro vita vissuta nel silenzio e nel nascondimento …
  • La santità è una conquista che si sostanzia di un intreccio di amore tra l’uomo e Dio, supportato da PREGHIERA…, EUCARESTIA…, PAROLA DI DIO… che devono stimolarci in un cammino di autenticità e di unità con Dio e con i fratelli …
  • La santità è vita vissuta contro corrente: la vita del mondo è altra cosa e noi abbiamo “professato” di vivere il Vangelo, di viverlo nel quotidiano facendone l’esperienza concreta nelle nostre Fraternità, che devono essere “scuole di vita evangelica” … Il carisma ricevuto è “dono di Dio” da far fruttificare, gareggiando a viverlo nella dimensione fraterna perché ci sostenga nelle esperienze di vita e di missione in cui siamo inseriti … Nella condivisione sono emerse testimonianze di “sguardi” e di “abbracci fraterni” che hanno aiutato a ritrovare la strada perduta lungo il cammino … Che in ogni Fraternità si vivano esperienze simili! E’ questa la funzione della vita fraterna …
  • La santità è essenzialmente TESTIMONIANZA che incide profondamente ponendo interrogativi e stimolando riflessioni …, è questo il nostro modo di essere “evangelizzatori” e “francescani” nei nostri ambienti, nelle strutture, nel sociale, negli ambiti laici in cui l’autenticità, la competenza specifica, l’impegno disinteressato, la progettualità mirata al bene comune, la costanza nell’impegno e la coerenza fra convinzioni e servizio fanno la differenza … La testimonianza è anche rispetto dell’altro nella sua diversità di scelte e, per noi alla sequela di Cristo e di Francesco, è anche ricerca del volto di Cristo nel fratello povero e bisognoso …
  • La fragilità dei testimoni non è stata assolutamente sottaciuta, è stato evidenziato invece che le fragilità devono diventare ricchezza per noi e per gli altri, occasioni di riflessione, segno di salvezza e stimolo al sostegno vicendevole … Gesù cura le fragilità anche usando dei “segni”: l’abbraccio, “sputò per terra, fece del fango” e lo mise sugli occhi del cieco … Un segno dovrebbe essere la Fraternità come forza di comunione, una Fraternità che si riconcilia continuamente, una Fraternità che sia vissuta nella piena comunione; al Ministro compete “presiedere alla carità” e servire la Fraternità …
  • Mettere in pratica il Vangelo non è negare le fragilità, bensì impegnarsi a vivere e a testimoniare, nonostante le nostre fragilità e le resistenze ambientali, le Beatitudini evangeliche nel quotidiano per essere veri testimoni che mostrano, con la vita, quello che hanno sperimentato personalmente in un cammino di fede, che è pur sempre vulnerabile e che va costruito con la nostra costante collaborazione alla grazia di Dio, protagonista principale di un cammino di santità …
  • Le Beatitudini il santo le vive, condotto dallo Spirito Santo, con delle caratterizzazioni specificatamente legate alla proprie attitudini e capacità, ma anche con delle priorità che gli derivano da particolari affinità con le personali caratteristiche o scelte del momento. E’ stato affidato, per questo, ai partecipanti il compito di individuare -nei tempi intermedi- quale Beatitudine maggiormente sollecita ciascuno, cercando il perché e le modalità che maggiormente ne caratterizzano l’espressione e la realizzazione … La ricerca si è rivelata interessante per l’approfondimento delle motivazioni che ci spingono a privilegiare l’una o l’altra Beatitudine nelle varie fasi della vita …
  • Il Signore ci ha messo accanto dei fratelli per essere nostri compagni di viaggio, perché ciascuno apprenda a essere fratello e sorella di tutti; perché tutti possiamo apprendere in Fraternità a condividere i doni ricevuti mettendoli a servizio per portare al mondo odierno, tanto acido e amaro, l’accoglienza e la dolcezza; per aiutarci a vicenda a crescere nella carità e nell’amore misericordioso. Quotidianamente nelle nostre Fraternità operano forze contrastanti: il Bene che viene da Dio e il Male che viene dal Maligno, che vuole ad ogni costo rompere la relazione fraterna. Solo lasciandoci prendere per mano da Dio possiamo non soccombere alle forze avverse. E in questo cammino vivere le Beatitudini è condizione essenziale per resistere: sopportazione, pazienza, mitezza, misericordia e perdono, purezza di cuore, impegno per la costruzione di rapporti di pace, audacia e fervore, impegno e responsabilità, gioia e “perfetta letizia” …, affascinandoci sempre più al carisma francescano, accogliendo il Magistero di Papa Francesco e mettendolo in pratica … Il segno che il carisma della santità è in atto si rende palese attraverso la gioia vera che crea comunione. Facciamoci affascinare dal nostro carisma! Si cammina insieme nella santità!…
  • Saper scrutare i segni dei tempi, leggendo le situazioni della vita con la preghiera costante, superando ogni forma di “individualismo” che è l’aria malsana di oggi, certi che non vi è cammino di santità che non sia comunitario, senza essere almeno di due persone che insieme fanno un cammino sostenendosi a vicenda …
  • L’esperienza di vita di Francesco di Assisi deve essere oggetto di riflessione per cogliere le specificità della spiritualità francescana: il rispetto del creato, la devozione alla Croce di Cristo, la essenzialità e la sobrietà, la “perfetta letizia”, una vita che punta in alto in rapporto alle proprie capacità e la comunione profonda, che già Francesco raccomandava, tra i tre Ordini francescani, superando la soglia della mediocrità …
  • Il discernimento deve venire da Dio e l’aria del mondo non deve entrare nelle nostre Fraternità …, la nostra è una vocazione che deve stimolare all’impegno di vita evangelica. In una società che, a tutti i livelli, vive crisi di identità va fatto discernimento, quel discernimento che viene da Dio e da lui soltanto, stando attenti agli attacchi del Maligno che vuole demolire chiunque vuole fare un cammino di fede. Lucifero significa “portatore di luce”, con la sua luce abbaglia, perciò è importante vigilare, vigilare, vigilare sempre senza scoraggiarsi. Urgono: combattimento, vigilanza e discernimento che vanno attuati nella preghiera, nell’ascolto della Parola e nella vita di Fraternità … La santità bisogna guadagnarsela!

Compiti a casa:  fr. Antonio Cofano ha dato ai partecipanti l’impegno della lettura del documento di papa Francesco e l’impegno dell’approfondimento nelle Fraternità locali.

Nella verifica di fine corso:

  • sono state fatte proposte per gli Esercizi Spirituali per il prossimo anno;
  • si è stimolata ogni Fraternità OFS a trasformarsi in un laboratorio permanente di vita fraterna vissuta nella santità;
  • si è fatto riferimento alla “restituzione” tipicamente francescana: Dio mi ha dato tutti i doni di cui disponiamo; a ciascuno l’impegno di restituire, donando ai fratelli la ricchezza che mi è stata data e che avremo centuplicata con l’impegno personale;

A conclusione,

  • Antonella de Vitofrancesco di Valenzano ci ha parlato della sua esperienza di missione vissuta recentemente con il Centro Missionario dell’Ordine Francescano Minori a Nairobi, nella missione di fr. Ettore Marangi (Ofm), francescano che vive in una baraccopoli in cui opera costruendo relazioni e “prendendosi cura” a tutti i livelli delle persone che vi abitano. E’ stata una esperienza emblematica che ogni iniziando OFS dovrebbe fare.

Maria Napoleone

Ministra della Fraternità di Castellana Grotte

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PREGHIERA SPONTANEA

Grazie, Signore, per la ricchezza di doni

che abbiamo ricevuto

dallo Spirito Santo, che ci ha guidato in questi giorni di grazia !…

Grazie per il Magistero di papa Francesco,

che si prende cura di intervenire negli ambiti della vita cristiana

più emarginati dalla nostra società, ormai lontana dalla vita di fede !,,,

Grazie per il dono della nostra Fraternità OFS, che ci stimola

a prendere coscienza del nostro cammino verso Dio

e del nostro impegno di testimonianza di vita nell’oggi della storia! …

Grazie perché lo stare insieme, il pregare insieme, l’ascolto comunitario della Tua Parola, l’attenzione al progetto di Dio che si snoda nella storia

con il nostro impegno quotidiano e con l’aiuto della tua Grazia,

ci rendono parte di un Progetto molto più grande di noi

e di un Disegno planetario, in cui l’OFS è solo piccola cosa,

ma strumento essenziale di stimolo all’autenticità in Cristo per tutti noi !…

Grazie per il dono grande di un Dio, che viene a condividere

la nostra esperienza umana e ci traccia percorsi di vita per renderci felici! …

Grazie per coloro che ci guidano! Grazie per coloro che ci servono!

Grazie per i nostri fratelli che, nelle realtà più disparate del mondo,

ancora oggi  donano la vita per difendere la fede! …

Aiutaci, Signore, a contrastare l’opera deleteria del Nemico infernale,

che sta guazzando alla grande -con la nostra complicità-

in questo nostro mondo in ricerca della piena realizzazione umana

per strade troppo ampie e comode per individualisti ciechi ed incalliti,

strade che contrastano con il rispetto della Terra,

con l’accoglienza della Vita e con il rispetto della dignità umana …

Ti chiediamo, Signore, la grazia del discernimento;

la forza e il coraggio della sequela del Figlio tuo, Gesù;

l’amore alla vita vera, alla fraternità universale, alla bellezza, alla bontà,

alla solidarietà come frutto di sobrietà e di rinuncia,

vissuti nella gioia del mettere in comune i doni ricevuti gratuitamente

e “da restituire” in un afflato di amore grande e spontaneo

a coloro che incontriamo sul nostro cammino …,

privilegiando gli scartati della nostra società,

i meno fortunati di questo nostro mondo, coloro che fuggono

da situazioni di guerra, di schiavitù, di miseria

e di mancato rispetto della dignità umana …

Signore, aiutaci a guardare con i tuoi occhi e ad amare con il tuo cuore! E così sia.

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